Come provo a normalizzare l'ansia da AI

3 aprile 2026

Da un anno a questa parte ogni giorno penso di stare indietro. E lo sono.

Da capire rispetto a chi, ma sono indietro e ho l’ansia.

Ogni giorno escono nuovi tool e quelli che già esistono rilasciano nuove funzionalità.

Tra l’altro, i titoli sono sempre altisonanti e mi prende l’ansia anche se, tutto sommato, dicono cose che magari esistono già da tempo, che ho già provato e che magari mi divertono pure.

Ho selezionato le fonti, le ho ridotte all’osso per eliminare il rumore, ma non basta.
In teoria, ogni volta che esce qualcosa vorrei provarla sul campo per vedere se effettivamente potrebbe essermi utile o se è fuffa, ma è praticamente impossibile.

Smanetto con i tool AI tutti i giorni per buona parte della giornata, sia quando lavoro sia per i fatti miei, e anche quando penso di saper usare qualcosa a un buon livello arriva il momento in cui qualcuno mi fa notare una cosa che avevo da mesi sotto al naso e non me ne ero nemmeno accorto.

Mi sento come un bambino dentro quelle vasche piene di palline.
Ma ogni pallina è una fottuta cosa che devo decidere se imparare o ignorare.

Insomma, mi sto organizzando per normalizzare questa situazione:

  • selezionare le fonti
  • dividere i tool promettenti da quelli meno interessanti con una pre‑analisi veloce, senza dover guardare video tutorial su YouTube di un’ora (magari facendoli analizzare e sintetizzare da Gemini)
  • lasciare da parte i tool appena usciti che sembrano inutilmente complicati e che probabilmente saranno semplificati nel giro di qualche mese
  • raggruppare tool simili e testarne solo uno: alla fine si somigliano tutti
  • capire dove basta avere un’idea di massima e dove bisogna testare sul campo su progetti (anche finti). Talvolta basta sapere “ok, questa cosa si può fare”: quando mi servirà me ne ricorderò e, a quel punto, potrò approfondirla

La speranza è che, a un certo punto, smetterò di vedere le palline come problemi e mi ci tufferò dentro come un bambino.