L'appetito vien mangiando
Mi è successo diverse volte di schifare qualcosa e poi, di botto, magari perché costretto, ho dovuto metterci mano e, piano piano, ho iniziato a prenderci gusto, finché non è diventata una passione.
E allora mi domando: quante cose mi sto perdendo?
Alla fine ho visto che funziona più o meno così: inizi a fare una cosa controvoglia, poi vedi un minimo di risultato e questo ti porta quel picco di motivazione per andare avanti.
Ogni piccolo passo successivo ti fomenta, ti informi, inizi a guardare tutorial e a saper fare e dare per scontate cose che fino a un mese prima ti sembravano spaziali.
È una situazione molto bella e gratificante: può valere per tutto, dai prodotti digitali al fai‑da‑te in casa, all’imparare una lingua.
Insomma, magari una cosa mi fa cagare semplicemente perché non la so fare.
Quindi tocca almeno provarci: poi magari mi fa cagare veramente e allora pazienza.
L’importanza di mantenere la fiammella accesa
L’altro giorno stavo bruciando le potature degli ulivi in campagna.
Il fuoco sembrava spento, ma sotto un mucchietto di sfalci usciva ancora un po’ di fumo.
È bastato metterci un po’ di rametti fini e secchi per far riprendere la fiamma, senza sforzi.
Mi ha fatto pensare a quando mi stufo di fare qualcosa, ma porto avanti un’abitudine in modalità “risparmio energetico”, senza però interromperla.
Lo faccio con la chitarra e con le lingue straniere.
Ci sono periodi che proprio non mi va, ma almeno 5 minuti al giorno la faccio.
Poi torna la voglia e non devo ricominciare da zero: anzi, poco ma sono comunque migliorato.
E il digital tailor in tutto ciò?
Spesso mi capita di dare per scontato che certe cose non le posso o non le voglio fare perché mi fanno schifo o perché sono troppo difficili.
Atteggiamento da rivedere completamente: tocca buttarsi di più, soprattutto perché ora è più facile informarsi, fare prove in velocità e a basso costo per vedere se una cosa funziona.
E poi — cosa che onestamente faccio — una volta iniziato un progetto, un pezzettino di cervello deve lavorare in background sempre, tutti i giorni, magari inconsciamente, per acchiappare spunti dove meno te lo aspetti e poi, quando è il momento, metterli a terra per provare a creare qualcosa di utile.
Insomma, i ragionamenti sul progetto non possono spegnersi per mesi: una fiammella deve rimanere sempre accesa, come un’antenna pronta a captare segnali piccoli o grandi.