La regola del carciofo
Una mia amica, anni fa, scrisse un articolo sui carciofi.
Un articolo illuminante perché, per farla breve, diceva che quando pensi di aver tolto l’ultimo strato “duro” devi continuare, fino a quando non hai la sensazione che stai quasi “sprecando” la parte buona, altrimenti fanno schifo.
Oggi stavo preparando una presentazione per dei colleghi sul tema di come stiamo usando l’AI nei nostri progetti. Una presentazione ad alto rischio di pallosità.
La paura più grande era che qualcuno avrebbe pensato: “Eh bravo, mò che vuoi?”
Ho fatto una prima versione, l’ho riletta dopo una settimana e ho avuto esattamente quella reazione. Io.
L’ho ripresa e l’ho completamente stravolta. Ho levato tutte le parti assolutamente inutili per chi ha poca voglia e poca attenzione e ho dato più o meno a ogni slide una struttura tipo:
- problema
- come l’abbiamo risolto
- con quali strumenti
- cosa abbiamo sbagliato
- cosa (forse) abbiamo azzeccato
L’ho riletto e ancora non mi fa schifo, vediamo tra un po’.
Poi ho creato un progettino di esempio per mettere in pratica e spiegare, prima di tutto a me stesso, i concetti fondamentali di:
- agent
- sub‑agent
- custom prompt
- custom instruction
- skills
- MCP
C’ho passato una giornata intera. Alla fine l’ho guardato e sembrava buono.
Ma poi ecco la visione del carciofo: cosa serve veramente e cosa fa solo rumore? Cosa sta per me e cosa sta là per chi mi sente?
E quindi via uno strato, via un altro, ecc. finché il carciofo non mi ha detto che poteva bastare.