Quando è il cliente che pensa che non si può fare

9 marzo 2026

Stavo pranzando con un amico che non vedo mai e che ha un’agenzia di viaggi.
Mi diceva che ci sono clienti che chiamano ogni giorno perché non sanno cosa devono fare, quali voucher usare, dove andare. Insomma, gente che forse dovrebbe andare un mese a Pineto. E io amo viaggiare all'estero ma amo anche Pineto. Ho anche una borsa "I love Pineto", ma questo è un altro discorso.

Insomma, io gli ho chiesto se non ci fosse qualche strumento per gestire questi bisogni e mi ha detto di no, che ha cercato, ma proprio non esistono tool che fanno queste cose.
La mattina dopo mi ci sono messo di tigna e in mezz’ora ho sviluppato un prototipo, così, a livello formativo. Ero anche in dubbio se dirglielo o no perché poi pensavo che mi si sarebbe accollato (con tutto il bene, eh).

Comunque glielo dico, gli faccio vedere gli screenshot delle automazioni e lui rimane basito (F4).
Per lui non si poteva fare, ma si poteva fare: non dico con mezz’ora, perché poi tra il prototipo e lo strumento vero ce ne passa, c'è tutta una parte relativa anche alla sicurezza, ecc., ma si poteva fare tranquillamente.

Due considerazioni:

  • Quante cose il cliente dà per scontato che non si possano fare?
    E quindi non te lo chiede proprio.
    In questo caso bisogna sviluppare un rapporto aperto in cui ci si dicono le cose senza filtro, anche rischiando di dire stronzate.
  • Ma se dicevi che ti serviva, e io te lo faccio in mezz’ora, perché non mi dici di svilupparla?
    Evidentemente non era una funzionalità così interessante, oppure non hai soldi da investire, oppure non ti va di rompermi le scatole.
    Non è un caso che fa testo perché non c’era un rapporto di lavoro, però, porca miseria, poteva essere una figata da testare. No?