La regola del pezzettino (di merda) in meno
Quando mi misero a gestire un progetto bello grande dovevo provare a mettere in sicurezza dei siti su cui avevamo lavorato in tanti, ognuno con la sua testa. Erano un casino.
La monnezza che c’era.
La prima cosa che ho chiesto è stata di non aggiungere altra immondizia: già sarebbe stato qualcosa.
Poi, come seconda cosa, ho chiesto che ogni volta che ognuno di noi metteva mano al progetto avrebbe dovuto togliere un pezzettino di merda, un pezzettino‑ino‑ino.
Insomma, la situazione che lasciavamo doveva essere migliore, anche se di poco, rispetto a quella che avevamo trovato.
Poi io mi dedicai alla pulizia grossa, al refactoring, ecc.
Era una parte che mi piaceva un sacco.
Andò bene.
La parte più figa fu un restyling del sito. Avevamo già ripulito e rifattorizzato un bel po’, ma comunque c’erano parti con logiche diverse per fare la stessa cosa.
Ci chiesero di uniformare l’aspetto di tutto il sito e aggiornarlo alla nuova grafica, senza toccare la logica dietro. Potevo coinvolgere i colleghi del backend solo in caso estremo.
Fu una figata.
Tutta la prima parte del lavoro la spesi per studiare il codice e trovare una soluzione che potesse adattarsi a contesti diversi. Dopo qualche giorno ancora non avevo scritto una riga di codice ed erano un po’ preoccupati, ma era una parte fondamentale che non potevo saltare.
Poi scrissi una mini‑libreria CSS custom sulla base della nuova grafica e la usai per riadattare tutto il sito.
Ne venne fuori un lavoro fatto proprio bene: tutte le parti erano coerenti, anche se sotto il cofano erano molto diverse.
Feci anche un design system per mantenere la coerenza nel tempo.
Quando fu il momento di fare un passaggio di consegne ricordo lo sguardo dei colleghi mentre illustravo come funzionava il design system ai nuovi fornitori, e mi fece molto piacere.
E quindi?
Niente. Era per dire che tutto è iniziato dalla pulizia, dall’ordine.
Senza quel passaggio palloso e spesso anche poco “vendibile” non saremmo andati da nessuna parte.
Tra l’altro, la soddisfazione del cliente per quel prodotto ha portato gradualmente a un aumento del budget per altri prodotti.
Poi siamo stati comprati da una compagnia più grande proprio perché avevamo quel cliente (e ci è andata bene).
Insomma, mi piace pensare che tutto sia iniziato da quella pulizia.
Magari no, eh. Ma mi piace.