Cosa fare da zero e cosa no

2 marzo 2026

La possibilità di partire da zero a volte stuzzica, altre volte è frustrante.
Personalmente ho sempre cercato di mettere a sistema e riutilizzare le cose che oggettivamente sono sempre uguali e che danno poco valore aggiunto.
Parlando di siti web, ci sono elementi che, tranne in rari casi, possono traquillamente essere standardizzati, lasciando che sia il contenuto a fare la differenza. Penso ai vari caroselli, gallerie, visori, banner etc.

Fino a ieri davo per scontato che l’impostazione ideale fosse partire con una base solida uguale per tutti, aggiungere qualche dettaglio che dava personalità al prodotto (ed evitava l’effetto fotocopia) e poi concentrare gli sforzi su quegli elementi che dovevano rendere il sito memorabile per l’utente.

Oggi mi chiedo se sia ancora così.

Se il tempo per creare la base di un nuovo componente è crollato, perchè dovrei riusare elementi standardizzati?

Ho avuto modo di lavorare in scenari molto diversi tra loro prima e dopo l’avvento dell’AI e ancora non ho una idea ben chiara, ma quello che penso ora più o meno è questo:

Se penso a siti vetrina statici di 3 o 4 pagine che cambiano 1 volta l'anno, non ha senso.

Se penso ai temi di Wordpress forse già cambio un po idea, perchè partire da un tuo tema pre-customizzato da te, su cui sei confidente, con componenti e logiche di base, può farti risparmiare un bel po di tempo nella fase iniziale e ti permette da subito di ragionare sulle cose fighe.

Se penso a siti più complessi sia in termini di logica sia di numerosità dei componenti, mi si aprono 2 scenari:

  1. il sito è talmente particolare che conviene fare tutto custom piuttosto che andare a riutilizzare cose “standard“ stravolgendole completamente e mettendoci più tempo rispetto che farle daccapo.
  2. il sito ha tante funzionalità, ma la maggior parte delle quali fanno scopa con altri potenziali siti per clienti simili. Quindi metto comunque a fattor comune sia le logiche di frontend che di backend e mi concentro su come rendere il prodotto personalizzabile e configurabile, prestando molta attenzione al limite oltre il quale la customizzazione danneggerebbe il “tutto”.

Riguardo quest’ultimo scenario sto lavorando da mesi* ad un progetto sperimentale/formativo per piccolissime attività, artigiani, dottori etc. proprio per capire meglio se ha senso questo approccio o no. Un backend unico e tanti frontend diversi che condividono la stessa struttura ma che sono configurabili e personalizzabili da pannello di controllo.

[*] quando leggo “con l’AI fai la tua app in 5 minuti“ mi vengono i brividi perchè penso che o il titolo è da galera o sono io un idiota