UI: riciclare, reinventare o configurare?

18 marzo 2026

Partiamo da cosa facevo fino a ieri.
Mi passavano un Figma con un design system e io sviluppavo la versione operativa, da integrare nel sito.
Se invece del design system mi passavano i vari layout di pagina, io mi andavo a estrapolare tutti i componenti presenti, li analizzavo uno per uno per vedere elementi in comune, varianti dello stesso componente, colori, font, ecc., e mettevo tutto a sistema. In pratica facevo io quello che andava fatto a monte per standardizzare tutto, ma insomma, il risultato era lo stesso.

Ora devo capire due cose:

  1. Se mi passano un design system, qual è la cosa più sensata da fare?
    Sto analizzando questa cosa con il plugin “design“ di Claude Cowork, quando ho qualche novità aggiorno questo blocco.
  2. Nel corso degli anni ho creato e manutenuto una raccolta di componenti.
    In pratica, ogni volta che andavamo a creare un nuovo componente, lo andavo a standardizzare, lo neutralizzavo (nel senso che lo spogliavo di tutto il superfluo) e lo inserivo dentro la raccolta, ma solo se non c’erano copie che facevano già la stessa cosa.
    Se c’erano cose simili, andavo solo ad aggiungere la funzionalità mancante.

Ora, analizziamo la situazione n. 2:

  • ho un elenco di componenti, neutri, potenzialmente adattabili a molti contesti
  • per ogni nuovo progetto mi serve un’anima, un carattere, che si traduce in uno specifico stile, una palette di colori, micro‑animazioni, insomma, le solite cose che distinguono un progetto dall’altro
  • visto che ho un set — non dico completo, ma abbondante — di componenti, se avessi anche un set di stili, di palette, di animazioni… potrei creare una sorta di configuratore?
    Se sì, avrei un reale vantaggio rispetto al non averlo?

Ragioniamoci un po’.

Con l’AI posso generare componenti senza troppi problemi, quindi la prima domanda è: ha senso avere tutta questa roba se comunque posso generarla da zero ogni volta?
Magari potrei semplicemente sviluppare prompt super specifici.

La questione è che a me non va giù reinventare la ruota ogni volta. Lo so, forse questa cosa non fa scopa con il Digital Tailor?
Sto forse riciclando stoffa?
Se po’ fa’? Non se po’ fa’? Boh.

Il tema del riciclo a me piace sempre, perché se devo fare dieci siti e la struttura di base rimane la stessa, ogni sito può beneficiare dei miglioramenti dell’altro.
Questo non vuol dire che debbano essere tutti siti uguali. Di questa cosa ne avevo già parlato.

Ma se riesco a mettere insieme riciclo + originalità, allora ho fatto bingo.

Perché a quel punto, se uso la stessa base ma poi vado a creare combinazioni specifiche e mirate che danno un carattere al prodotto, faccio in fondo quello che si fa con la musica.
Sono una pippa con la chitarra, ma ho capito che alla fine, con sei o sette note, copri un botto di canzoni, anche capolavori.
Quello che conta davvero è la combinazione e il ritmo.

Credo che si possano coprire le esigenze dell’80% dei siti con questo sistema, e il 20% rimanente — Pareto mi insegna — può andare a cagare*, o meglio, ha bisogno di altro, ha bisogno di qualcosa di veramente strutturato alla vecchia maniera.

E quindi?

E quindi le prossime sperimentazioni partiranno da qui.
I componenti li ho.
Devo capire come mettere a sistema degli stili (come si fa? mah) e tutto ciò che può caratterizzare un sito.

Vediamo un po’ come va.

*Scusa Pareto per questa semplificazione ignobile.